Comune di Taurisano - Cuore Salentino

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Informazioni_comuni_provincia_di_Lecce

Comune di Taurisano
Popolazione: 11842 abitanti
Distanza dal capoluogo: 50 Km
Cap: 73056

NUMERI E INDIRIZZI UTILI
Municipio:   P.zza Castello    Tel. 0833/622488    
Ufficio Postale:   Via G. Vanini    Tel. 0833/622083
Polizia Municipale:   0833/622014
Guardia medica:   0833/622386
Stazione Carabinieri:   0833/622010


COME RAGGIUNGERCI:
Il centro abitato si può raggiungere con la strada provinciale n° 101 per Gallipoli, seguendo la n°274 uscita per Melissano, oppure attraverso la strada provinciale n° 476 proseguendo per Casarano.

ALTRE NOTIZIE
Mercato Settimanale:   Venerdì

I primi documenti attendibili che parlano di Taurisano ci riportano verso la fine del sec. XII, durante la dinastia normanna, allorquando Tancredi d'Altavilla, conte di Lecce dal 1175 e re di Sicilia dal 1190, infeudò Taurisano, donandola a Filiberto Monteroni nel 1191.

La famiglia Monteroni era una delle famiglie più importanti della Terra d'Otranto; tenne il territorio di Taurisano fino al 1265 e successivamente dal 1444 al 1536, quando si estinse in seguito alla morte di Francesco Monteroni, rimasto senza discendenti. Subentrata ai Normanni la dinastia degli Svevi nell'Italia Meridionale, il sovrano Federico II° di Svevia (1194-1250) concesse il Principato di Taranto, cui apparteneva la baronia di Taurisano, al figlio Manfredi, che ebbe non pochi problemi politici con i pontefici del tempo. La morte del re e la lontananza dell'erede dell'Impero Svevo, Corrado IV°, ravvivarono le speranze del Papato di riprendere il controllo politico dell'Italia Meridionale.

Fu proprio il Papato, nella persona del Papa Innocenzo IV°, che, per combattere gli Svevi, chiamò in aiuto il francese D'Angiò, promettendogli la corona del Regno di Napoli. E questi con un potente esercito scese in Italia sbaragliando Manfredi a Benevento nel 1266. Fra i molteplici provvedimenti amministrativi, il D'Angiò nominò barone di queste terre Hugo de Tauro o de Taurisano.

Nella rinnovata ottica della gestione feudale, fu proprio Carlo V° che assegnò il feudo di Taurisano, insieme con la Contea di Castro, ad Antonio Mercorino, marchese di Gattinara, il cui dominio e quello dei suoi successori, tra cui Elisa Gattinara Lignani, durò fino agli anni'60 del XVII secolo. Infatti nel 1663 il feudo di Taurisano, insieme con quello di Monteroni, fu acquistato da Bartolomeo Lopez y Royo, appartenente ad una nobile famiglia spagnola (il cognome, in verità, deriva dall'unione della famiglia Lopez con la famiglia Royo).

Nel 1692 il feudo fu trasformato da baronia a ducato, sicché da allora i Lopez y Royo si fregiarono del titolo di duchi. Di discendenza in discendenza, i duchi Lopez rimasero pienamente in possesso del feudo fino a quando i Francesi, durante l'era di Napoleone, occuparono il Regno di Napoli, abolendo la feudalità.

Ultimo discendente è stato Luigi Lopez y Royo, morto nel 1992, e ne ha acquisito il titolo il figlio Giuseppe. Fra gli uomini più noti del casato sono da ricordare, oltre al già citato Bartolomeo (1614-1666), Antonio Lopez y Royo (1673-1742), il primo a fregiarsi del titolo di duca; Nicola (1819-1898), capostipite del ramo di Taurisano, e soprattutto Mons. Filippo Lopez y Royo (Monteroni, 1728, Napoli, 1811). Avviato alla carriera ecclesiastica, dotato di alto vigore intellettuale e di vasta dottrina, vescovo di Nola e poi Arcivescovo di Palermo, fu viceré di Sicilia, nominato da Ferdinando I° di Borbone, in un periodo estremamente convulso per il Regno di Napoli e per la Sicilia (la Rivoluzione Francese, con i suoi riflessi sul Meridione; i primi moti liberali; l'avvio di una nuova mentalità e organizzazione sociale), per cui la sua figura e la sua opera non sono state adeguatamente apprezzate a causa del clima di confusione, di giacobinismo e di restaurazione, di diffidenza e di odio.

Come in quasi tutte le realtà salentine e meridionali, anche in Taurisano si sono verificati vistosi cambiamenti dopo la fine del secondo conflitto mondiale, in conseguenza di una forte emigrazione sia verso l'interno (il famoso triangolo industriale italiano), sia verso l'estero, verso i Paesi di centro- Europa (Francia, Belgio, Svizzera, Germania, Lussemburgo, ecc.).

Tali cambiamenti hanno inciso sia sul tessuto familiare, sia principalmente, sull'economia, in quanto con le rimesse dell'emigrazione c'è stata una forte espansione del lavoro nel campo dell'edilizia e dei settori indotti. Sempre dopo gli anni '50 si è determinata anche una certa vivacità nel vissuto sociale e nel campo culturale (manifestazioni, testate giornalistiche, ecc.) culminate, finora, con la rivalutazione della figura e dell'opera del figlio più illustre di Taurisano, Giulio Cesare Vanini, filosofo che qui ebbe i natali.

Sito internet: http://www.comune.taurisano.le.it

 
 
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