Comune di Sternatia - Cuore Salentino

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Informazioni_comuni_provincia_di_Lecce

Comune di Sternatia

Popolazione: 2811 abitanti
Distanza dal capoluogo: 16 Km
Cap: 73010

NUMERI E INDIRIZZI UTILI
Municipio:   P.zza Municipio    Tel. 0836/666939
Ufficio Postale:   via Gorizia     Tel. 0836/666041
Polizia Municipale:   0836/666001
Guardia medica:   0836/666032

COME RAGGIUNGERCI:

Il centro abitato si può raggiungere percorrendo la strada statale n° 16 uscita per Sternatia o la n° 476 per Galugnano.

ALTRE NOTIZIE
Mercato Settimanale:   Sabato

L'assoluta mancanza di documenti di qualsiasi tipo rende molto difficile ogni ipotesi sull'origine di Sternatia. Le testimonianze più antiche della presenza umana in questo centro sono il ricordo, a memoria d'uomo, dell'esistenza di almeno tre menhir; di uno di questi si conservano ancora alcuni frammenti, la base e in particolare la croce in pietra che si trovava alla sua sommità.
Il Tasselli vorrebbe Sternatia fondato dai Greci discendenti da Giapige, o dai soldati di Minosse, o dai popoli appellati da Tolomeo Turnini e da Plinio Sturnini, ipotizzando che il nome Sternatia deriverebbe proprio dal nome di questi ultimi, o dall'usanza che avevano le donne del luogo di piangere percuotendosi il petto (sterno) nella morte dei loro cari. L'Arditi definì queste ipotesi come "credute ciance", ritenendo invece più veritiera la tradizione che in origine qui sorgessero sette ville, le quali, sentendo l'esigenza di difendersi, decisero di unirsi, dando vita a un unico centro molto forte e protetto.

Ma, la verità sull'enigma della fondazione di Sternatia, forse, potrà essere chiarita solo da un futuro e serio studio storico-archeologico di carattere scientifico. Le prime testimonianze archeologiche finora conosciute e documentate interessano un'area esterna all'attuale centro abitato detta "Tsukkalà" (presso la zona denominata "Li Vasci") e sono riferibili all'età romano-repubblicana e precisamente al III secolo dopo Cristo. I reperti finora ritrovati sembrano interessare un arco di tempo di circa due secoli cioè dal III al V sec. d.C.

Dopo la caduta dell'Impero Romano d'Occidente, il Salento, e di conseguenza Sternatia passarono sotto il dominio bizantino che si protrasse fino alla conquista normanna nel XI sec. d.C. Durante il dominio degli Angioini, Sternatia attraversò un periodo critico, tanto che, nel 1270, molti degli abitanti fuggirono abbandonando la propria sede di residenza, forse, perché alle angherie del nuovo padrone francese, preferirono una vita errabonda o il trasferimento in altri luoghi più ospitali.

A ripopolare il paese ci pensarono gruppi di coloni Greci e Albanesi che nel 1396 e per tutto il XV sec. giunsero numerosi e furono impiegati dai feudatari nei lavori dei campi o nei numerosi frantoi ipogei scavati intorno alle mura del paese. E a proposito di mura, Sternatia, gia fortezza bizantina, fu cinta da mura nel 1334, come risulta da una cronaca galatinese del Cinquecento. Con l'invasione dei Turchi e la conquista di Otranto nel 1480, anche Sternatia fu occupata dal popolo ottomano, come ci riferisce il cronista leccese A. Coniger. Nel 1481 assunse il ruolo importante di quartiere generale delle truppe aragonesi incaricate di liberare Otranto, sotto la guida del luogotenente Giulio Antonio Acquaviva conte di Conversano, decapitato in un'imboscata nei pressi di Bagnolo. Secondo la tradizione, il corpo senza testa del conte Acquaviva giunse sino a Sternatia in sella al suo cavallo, fermandosi nella zona oggi denominata Convento Vecchio. Una volta recuperata la testa, il corpo del conte fu dapprima tumulato a Sternatia e in seguito trasportato a Conversano.

Dagli Acquviva la Terra di Sternatia passò nel 1592 ai Personè; poi fu venduta ai Cicala nel 1598 ed infine nel 1733 fu acquistata da Nicola Granafei marchese di Serranova, che, nel 1734 la cedette al figlio Giuseppe, il quale la donò al fratello Errico nel 1736. Nel 1744 a Errico successe come erede Giuseppe Maria ed infine a quest'ultimo, nel 1800, il figlio Donato Maria il quale impegnò molte delle sue risorse economiche per il completamento del palazzo di sua proprietà e del vistoso ed esteso giardino.
In una delle bellissime stanze del palazzo Granafei vi morì il venerabile arcivescovo di Otranto Vincenzo Maria Morelli, nato a Lecce nel 1751. L'arcivescovo, ammalato di idropisia, accettò l'ospitalità del marchese di Sternatia spinto dalla necessità di respirare aria più salubre e di una maggiore tranquillità, ma, il 22 agosto 1812, ammalatosi gravemente si spense all'età di 71 anni. Una folla sterminata di fedeli, senza distinzione di ceto, convenne a Sternatia per dare l'ultimo saluto al santo uomo. Intanto era scoppiata un'accesa diatriba per la custodia del cadavere. Il marchese Granafei credeva di aver acquistato un diritto sul cadavere, perché il decesso era avvenuto a casa sua; voleva quindi tenerlo a Sternatia. Dall'altra gli Otrantini lo volevano portare a Otranto sede dell'Arcivescovo. A porre fine alla contesa, la decisione dell'Intendente della Provincia che soddisfaceva le due parti: il corpo doveva essere trasferito a Otranto, mentre il cuore e le viscere sarebbero rimasti a Sternatia. Il corpo fu trasportato a piedi fino a Otranto per essere tumulato nella cattedrale, mentre gli organi interni furono sistemati nella chiesa parrocchiale di Sternatia.

Dal 1808 al 1832, a Sternatia fu aggregato il Comune di Martignano, forse per la scarsità di popolazione di quest'ultimo. Nel 1864 il paese incomincio a usufruire della Ferrovia Lecce Maglie-Otranto. Nel 1910, in Piazza Umberto I, fu scavato da Eugenio Perrone un pozzo pubblico (frea) della profondità di 75 metri, dotato di pompa e motore.

Oggi, Sternatia è considerato il cuore della cosiddetta Grecia Salentina, non solo per la sua alta percentuale di parlanti greco-salentino, ma anche per il movimento culturale dovuto al fattivo lavoro di tante associazioni culturali, gruppi musicali e singoli studiosi che rendono dinamica la vita del paese. Sternatia, o Chora (come è chiamato dai più anziani), è il paese ellenofono più visitato dai turisti Greci e più frequentato dagli studiosi di lingue minoritarie e di tradizioni popolari, perché è l'unico paese ad aver conservato l'uso della lingua greco-salentina anche tra le giovani generazioni.

Sito internet: http://www.comune.sternatia.le.it/

 
 
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